mercoledì, ottobre 10, 2007

La quinta edizione di O'Scià

Per il quinto anno consecutivo Claudio Baglioni è sbarcato a Lampedusa con tutto il suo staff tecnico e artistico. Come di consueto il grande palco è stato montato sulla spiaggia della Guitgia, la più grande dell’isola, che ha ospitato appassionati di musica di tutte le età alcuni dei quali, per non perdere proprio nulla dell’evento, hanno persino dormito e vissuto in spiaggia per i tre giorni del concerto.

Nomi eccellenti della musica italiana si sono esibiti acclamati dal pubblico in festa nelle serate del 27,28 e 29 Settembre; fra questi Laura Pausini, le Vibrazioni, Alex Britti, Avion Travel, Ivana Spagna, Roy Paci con Aretuska, Mario Biondi e i due ultimi vincitori di Sanremo, Simone Cristicchi e Fabrizio Moro. Sul palco anche comici e presentatori come Paola Cortellesi che si è destreggiata in un duetto con Baglioni, Neri Marcorè col “suo” Ligabue, Paolo Bonolis, Rossella Brescia e Ricky Tognazzi.

Lo scopo della manifestazione è quello di portare in primo piano il problema dell’immigrazione, non a caso infatti è nata sull’isola delle Pelagie da anni meta degli sfortunati clandestini. Adesso Baglioni spera di portare O’Scià anche nei paesi poveri, da dove i migranti partono, annunciando come prima tappa la Libia.

Si vocifera che questa sia stata l’ultima volta a Lampedusa, ma a giudicare dall’incremento turistico e di conseguenza economico dell’isola proprio nei giorni del concerto, sembra difficile che il sindaco si faccia scappare il Claudio nazionale.

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mercoledì, dicembre 27, 2006

AUGURI!!!


Lo staff di ARANCINA FRITTA augura a tutti i visitatori un sereno Natale e un felice anno nuovo.

venerdì, dicembre 22, 2006

Forse un sorriso

Ascoltando il tormentone mediatico attorno ai Pacs, ho concepito mentalmente una specie di vignetta satirica.
Poi siccome non so disegnare, venne fuori una cosa obrobriosa. Ma ugualmente d'effetto.





Per vederla a buona qualità clicca QUI
Se non la capite... siete beceri! :)

domenica, dicembre 17, 2006

LA CITTA' MULTIETNICA (FORSE) DIVENTA REALTA'

Insegne arabe o cinesi indecifrabili? Odore di spezie e aromi orientali? E’ naturale, se ti trovi a passare dalle parti del centro storico di Palermo non puoi fare a meno di notare l’incredibile quantità di negozi extraeuropei di ogni tipo: alimentari, artigianato etnico, ristoranti: è la nuova realtà di questa città.
Primi fra tutti i bengalesi, i proprietari di queste attività commericiali provengono dai luoghi più svariati del mondo: Cina, Tunisia, Marocco, Sri Lanka,ecc… e quasi sempre hanno alle spalle una storia travagliata ricca di sacrifici per riuscire dapprima a vivere nel posto in cui arrivano, poi a mantenere la propria attività e a pagare l’affitto di questi piccoli locali.
Soprattutto via Maqueda può essere considerata la culla del commercio extraeuropeo con addirittura delle zone specifiche di essa dove si concentrano i negozi cinesi, pakistani, tunisini e via dicendo, e molti di questi prodotti orientali vengono acquistati oramai anche dai palermitani.
E con il passare degli anni il fenomeno prende sempre più piede e la concorrenza comincia a manifestarsi principalmente nei prezzi. Infatti, molti commercianti affermano di vendere meno rispetto ai primi anni di attività, anche perché il numero delle stesse è diventato quasi incalcolabile.
Questo fenomeno rappresenta anche, in un certo senso, un paradosso: strano che in una città del sud dove solitamente non si è molto aperti alle culture straniere si sviluppi un fenomeno di così vasta portata! E il tutto (almeno apparentemente) con l’approvazione del popolo palermitano. Approvazione che sembra per certi versi essere solo di facciata, se si contano i numerosi episodi di razzismo che continuano ad accadere sotto gli occhi di tutti (per saperne di più rimando al post “Il razzismo si rifà il look”).
Ovviamente il fenomeno si ripercuote anche nelle scuole, dove i docenti devono cominciare a fare i conti con l’insegnamento della nostra cultura anche a bambini di altre nazionalità i quali,ogni tanto, sono restii ad assimilare usi e costumi non propri.
E’ possibile parlare di completa integrazione? Sembra un po’ presto per dirlo; per adesso ci limitiamo ad osservare da vicino questa nuova realtà, con la speranza che con il passare del tempo si giunga ad una piena integrazione.

mercoledì, dicembre 13, 2006

1984?

Di recente ho visto in tv una pubblicità informativa promossa dal consiglio dei ministri e recitava:"pensate se vi obbligassero alla protezione...", naturalmente era una campagna in aiuto alle vittime di estorsione da parte della mafia o simili organizzazioni malavitose. Eppure vi è un'altra associazione, questa volta lecita e composta dalle più grandi aziende delle nuove tecnologie che vorrebbe imporci protezione, mi riferisco al TRUSTED COMPUTING, letteralmente informatica di fiducia. Voi direte "se è di fiducia dove stà il problema?". Ebbene cercherò di illustrarvi in cosa consiste.
Tutto si basa su un chip, il TPM (Trusted Platform Module) che verrà istallato non solo sui Personal computer, ma su qualsiasi dispositivo mediatico digitale, questo vuol dire cellulari, lettori dvd, e così via. La funzione di questo chip è di CONTROLLARE tutti i software che cercheremo d'istallare o scaricare o qualsiasi cosa ci vogliano inviare, e sarà lui stesso a decidere se si tratta di un programma affidabile oppure no. Ogni chip è provvisto di una CHIAVE e l'unica copia è in possesso del TCG, in sostanza, solo i file accompaganti da una chiave valida potranno ritenersi sicuri.
Sarebbe comunque possibile disattivalo, ma prima di tutto si dovrebbe sapere di avere acquistato un prodotto informatico con la tecnologia TC, e dopo si dovrebbero avere delle conoscenze informatiche tali da essere in grado di disattivarlo.
I suoi sostenitori lo presentano come la soluzione per ottenere computer più sicuri, affidabili e meno attaccabili da virus e programmi nocivi. Ma chi decide cosa è sicuro e cosa no? Finora abbiamo potuto utilizzare hardware e software che ci avvertivano sulla pericolosità di un file e spettava a noi accettare o meno i rischi proseguendo la procedura.
Col TPM invece non avremo più la possibilità di scelta, saranno le grandi aziende aderenti al Trusted Computing Group a scegliere, e naturalmente tutti coloro che si occupano di freesoftware ed open source resteranno fuori e saranno considerati malware, come anche tutti gli utenti che saranno in grado di disattiverlo. Inoltre chi possiede la CHIAVE può facilmente reperire tutte le informazioni dal nostro pc per controllare se i prodotti utilizzati sono originali.
Quindi violazione della privacy e di tutte le nostre libertà informatiche. E ci sembrava un'impossibile futuro quello descritto da George Orwell in 1984???

Maggiori informazioni:
http://www.no1984.org

venerdì, dicembre 01, 2006

RIATTIVIAMO www.gds.it

Pensate:se per caso vi trovaste a ricercare notizie,approfondimenti,ultim’ore in rete sul capoluogo siciliano,Palermo e sulla sua provincia, istintivamente cosa digitereste sul vostro motore di ricerca? Se fra le tante risposte che vi siete dati c’è anche quella del tipo:-“Perché non consultare la versione on-line del Giornale di Sicilia?”sappiate che dopo pochi minuti vi apparirà il seguente avviso: Il sito www.gds.it non è attivo. Il Giornale di Sicilia è distribuito regolarmente nelle edicole.
Davvero???Questo ci sembra proprio il minimo….
Certamente alla base della scelta da parte dell’editore e dei suoi collaboratori di non creare un sito in rete del quotidiano più letto in Sicilia vi saranno precise indicazioni di mercato,valutazioni di vario genere ecc…
Ci chiediamo però il motivo per cui il cittadino debba essere privato di una risorsa informativa così importante.
Infatti,gli altri due quotidiani meridionali più importanti,La Sicilia e La Gazzetta del Sud, pur offrendo all’utente una versione on-line,di certo si occupano in maniera specifica rispettivamente del catanese e del sud Italia in maniera più ampia. Anzi a dire la verità sul sito della Gazzetta del Sud appaiono solo notizie inerenti alle città di Messina,Catania,Siracusa,Ragusa e un vago”regionali” ma di Palermo,almeno ufficialmente,nessuna traccia.
Come mai il sito www.gds.it,non è più attivo? Come mai il quotidiano cosiddetto principale della Sicilia,non accetta la sfida peraltro già raccolta da moltissime testate sul territorio nazionale e mondiale con risultati sicuramente positivi almeno per i lettori?
I nuovi media almeno per il momento non sostituiscono il ruolo dei cosiddetti media tradizionali,ma li completano,ampliano l’offerta dei servizi.
Pensiamo ad esempio ai sistemi interattivi lettore-redazione che si vengono ad instaurare in rete mediante il sevizio di posta elettronica.
Non solo l’utente ha la possibilità di sentirsi protagonista di possibili “fatti di cronaca”denunciando immediatamente disagi,ingiustizie,disservizi ecc,ma anche la testata(fatte le dovute verifiche ovviamente)ha l’opportunità di attingere a delle fonti importantissime da cui ricavare storie da pubblicare.
Sarà forse arrivato il momento di rinnovarsi un po’?
Noi lanciamo questa proposta,consapevoli che il Internet può essere un mezzo molto coinvolgente,soprattutto per i giovani,può sensibilizzarli maggiormente su questioni di vario genere,può stimolare curiosità la quale magari verrà in seguito appagata ulteriormente mediante la lettura del “vecchio” quotidiano.
Creare un prodotto di qualità utilizzando le nuove tecnologie,come dimostrano varie esperienze in tal senso,non è una missione facile ma allo stesso tempo non impossibile,se si pensa ai tanti giovani giornalisti di talento che ne potrebbero in qualche modo trarne dei vantaggi, viste anche le loro competenze,ormai scontatamente richieste a tutti, ovvero quelle linguistiche e informatiche. Appunto.

venerdì, novembre 24, 2006

Parte II

[...Leggi Parte I]

NATHAN

Ma torniamo ai nostri anelli. Come dicevo, i figli si accusarono in giudizio. E ciascuno giurò al giudice di avere ricevuto l'anello dalla mano del padre (ed era vero), e molto tempo prima la promessa dei privilegi concessi dall'anello (ed era vero anche questo).
Il padre, ognuno se ne diceva certo, non poteva averlo ingannato; prima di sospettare questo, diceva, di un padre tanto buono, non poteva che accusare dell'inganno i suoi fratelli, di cui pure era sempre stato pronto a pensare tutto il bene; e si diceva sicuro di scoprire i traditori e pronto a vendicarsi. Il giudice disse: portate subito qui vostro padre, o vi scaccerò dal mio cospetto. Pensate che stia qui a risolvere enigmi? O volete restare finché l'anello vero parlerà?
Ma... aspettate! Voi dite che l'anello vero ha il magico potere di rendere amati, grati a Dio e agli uomini. Sia questo a decidere! Gli anelli falsi non potranno. Su, ditemi: chi di voi è il più amato dagli altri due? - Avanti! Voi tacete?
L'effetto degli anelli è solo riflessivo, non transitivo? Ciascuno di voi ama solo se stesso? Allora tutti e tre siete truffatori truffati! I vostri anelli sono falsi tutti e tre. Probabilmente l'anello vero si perse, e vostro padre ne fece fare tre per celarne la perdita e per sostituirlo. Se non volete, proseguì il giudice, il mio consiglio e non una sentenza, andatevene!
Ma il mio consiglio è questo: accettate le cose come stanno. Ognuno ebbe l'anello da suo padre: ognuno sia sicuro che esso è autentico.
Vostro padre, forse, non era più disposto a tollerare ancora in casa sua la tirannia di un solo anello. E certo vi amò ugualmente tutti e tre. Non volle, infatti, umiliare due di voi per favorirne uno.
Orsù! Sforzatevi di imitare il suo amore incorruttibile e senza pregiudizi. Ognuno faccia a gara per dimostrare alla luce del giorno la virtù della pietra nel suo anello. E aiuti la sua virtù con la dolcezza, con indomita pazienza e carità, e con profonda devozione a Dio. Quando le virtù degli anelli appariranno nei nipoti, e nei nipoti dei nipoti, io li invito a tornare in tribunale, fra mille e mille anni. Sul mio seggio siederà un uomo più saggio di me; e parlerà. Andate!
Così disse quel giudice modesto.


Tratto da "Nathan il Saggio", Gotthold Ephraim Lessing (1779)

Philippe Noiret
(Lille, 1 Ottobre 1930 - Parigi, 23 Novembre 2006)